Il canale che scorre dietro a queste case di via Capo di Lucca e di cui forse udite il rumore si chiama canale delle Moline e ha origine dal punto in cui il canale di Reno sottopassa via Oberdan svoltando bruscamente verso nord (fig. 1). In alcune mappe storiche e in alcuni autori la denominazione “canale delle Moline” compare già a partire dal ponte di via dei Malcontenti o addirittura ancora più a monte a partire dal punto in cui il canale di Reno attraversa Piazzetta della Pioggia. Lo strumento di manovra (fig. 2) che potete scorgere in fondo allo scivolo è parte della paratoia di regolazione della condotta Reno75 che deriva acqua dal canale delle Moline per condurla al Savena Abbandonato. Fin dall’età medievale tra via Capo di Lucca e le attuali vie Alessandrini e del Pallone si concentravano i mulini da grano della città posti su nove salti d’acqua. Questi mulini in origine comunali agli inizi del Quattrocento saranno venduti a un consorzio di privati detto Università delle Moline e delle Moliture. Come si può vedere nel dipinto di Antonio Basoli (fig. 3) su questo tratto di canale, per regolare il flusso destinato alle ruote idrauliche, erano presenti numerosi tavolati in legno dai quali era possibile manovrare le paratoie. Nel 2023 è stato firmato un protocollo d’intesa tra Hera e i Consorzi dei Canali di Bologna finalizzato al progetto di risanamento del canale delle Moline in tutto il suo tratto coperto che ha permesso di avviare i lavori che sono attualmente in corso e prevedono una durata di tre anni.

Fig. 1 Vista dall’alto con il canale di Reno che sottopassata via Oberdan e svolta verso nord in un pozzo luce interno, foto di Gilberto Orsoni, anni 1970-80

Fig. 2 Anonimo, Strumento di manovra per la regolazione della paratoia della condotta Reno75, Archivio Canali di Bologna

Fig. 3 Antonio Basoli, Il canale delle Moline, olio su tela, Collezioni della Fondazione Carisbo, prima metà XIX sec

 

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